sabato 10 maggio 2014

Recessi


Succede dell’uomo quel che dell’albero.
Quanto più egli tende all’alto, alla luce, 
con tanta maggior forza le sue radici tendono verso terra, 
in giù, nell’oscurità, nella profondità...
(Nietzsche)

E' una notte fredda di febbraio. Vien giù ghiacciato, tira aria da est.
Tetti e campi, strade e boschi li dividono. Ma sotto le medesime costellazioni riposano, raccolti nel sonno come i gatti. 
Lui ha quell'età in cui il viso si sgrezza, si lima, e perde un certo turgore rosa, grossolano. Dorme e sogna una bicicletta rossa; le dita della mano destra aperta sul cuscino, si muovono appena, come suonasse.
Lei è poca cosa ancora, un grammo di sostanza organica. Eppure galleggia e pulsa di tutto quello che sarà, in bozza: reni, ossa, piedi, occhi. Labbra.
Vien da sorridere a guardarli così. A pensare cosa verrà.
La Terra gira, si inabissa per metà, e apre le porte all'oscurità. Sogni, candele, stelle, carezze, sospiri, nascite, fantasmi.
La Terra gira, gira infinite volte, e arriva il giorno. Perfetto.

10 commenti:

  1. Risposte
    1. E se scrivevo "blu"? Era meglio? :)
      In realtà, mi dicono dalla regia, che era proprio blu...

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  2. Tutto perfetto, ma chissà perché, un perché anch'io: avrei letto il Lui e la Lei a parte invertite ;)

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    1. Non potevo invertire...lei è nel pancione, lui è più grande... :)

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    2. Infatti l'ho preferita leggere come una Lei col suo Lui, minuscolo bagaglio a galleggiare... "noi scriviamo per noi, ma chi legge ci mette del suo..."

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  3. post semplicemente meraviglioso.

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  4. Risposte
    1. Così dev'essere. Ad ogni risveglio.
      dai che ce la facciamo ;)

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  5. Ma si festeggia un compleanno per caso?

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