lunedì 17 febbraio 2014

L'eredità di ieri


Mio padre una volta, parlando delle sue tante esistenze e del suo modo sciolto di resettare i ricordi scomodi, disse qualcosa come "io infilo ogni fase della mia vita in un cassetto. Mi basta non riaprirlo più, una volta chiuso, e il gioco è fatto".
Eh, certo.
Ma com'è che non ti tornano le voci? E gli odori?  Com'è che nei sogni tutto quel passato indossato e ingombrante non si anima, scardinando i cassetti e le notti d'inverno?
No papà, non si può. Io ho tutto lì, dispiegato sul tavolo: una grande mappa di terre e acque attraverso le quali hanno marciato eserciti di parole, giorni, volti.
Tutto è vivo, ogni cosa cerca il suo spazio, e sempre si ricolloca, quando altri volti, altri giorni, altre parole trovano casa.
Mi ha disegnata quel tempo, insegnandomi nuovi gesti, posando immagini a rovescio negli occhi tondi e sgombri da pesce.
Mi ha tenuta stretta e poi lanciata, il tempo, come un sasso grigio e piatto che sfiora la superficie del mare a piccoli balzi. Poi va giù, e si lascia cadere, e sul fondo brilla di sale e sole.

21 commenti:

  1. Se riponiamo un ricordo bene elaborato, in teoria il cassetto non dovrebbe scardinarsi ma aprirsi bene, scorrere via piacevolmente sulle guide e rivelarci quel che resta del vissuto (anche doloroso) senza troppo ferire.
    Se invece pigiamo tutto dentro alla rinfusa, senza aver cura di quello che avanza fuori di qua e di là, ogni volta sarà sempre peggio.
    Come con gli armadi di casa... non si è mai finito di fare cambio, praticamente a ogni stagione... tieni butta tieni butta... e quando siamo ben alleggeriti, rimetti dentro tutto in ordine... e voilà...

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    1. Ecco, "rivelare quel che resta del vissuto".
      Deve restare traccia, segno.
      Ora vado, ho da progettare una MAPPA :))))

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    2. sempre più in linea col pensiero di daffodils

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  2. "io infilo ogni fase della mia vita in un cassetto. Mi basta non riaprirlo più, una volta chiuso, e il gioco è fatto"
    Comprendo benissimo questo pensiero. Ed è il motivo per cui mi può capitare di parlare con persone e dire "fermiamoci quì" o star per vivere momenti e bloccarmi così di punto in bianco e andar più aventi.
    Non difficile infilare tutto in un cassetto, il difficle è non riaprirlo.

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    1. Io non so fare nè questo nè quello.
      Dovrei, come dice Daffus, riporre ordinatamente ad un certo punto.
      Del resto, anche il mio comò è un po' così...

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    2. Io son così.... gran casinaro in tutto, fino al limite.
      Poi mi serve un reset di tanto in tanto, per non finire definitivamente nel caos dei miei casini.
      E li mi fermo. Analizzo. Valuto. Metto nel "cassetto".
      Probabilmente son i momenti peggiori, perchè mi tocca analizzare un po tutto e quindi, facile che mentre mi guardo, posso uscirmi un sorriso, un serrare di denti per rabbia o un brivido di dolore.

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    3. Ma questo mi pare sano.
      Perchè tutto quello che metti via viene elaborato...

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  3. visione selettiva del passato, da cui, memoria selettiva. può essere comoda, può essere utile.
    noi uomini siamo semplici :)
    però ...che voglia d'estate che fa venire questa foto teacher

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    1. Sarà che ho cominciato a pianificare le mie vacanze... ;)
      Ciao semplice :))

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  4. Come mi ritrovo nel pensiero di tuo papà ... Così facile resettare per me :-)

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    1. Semplice anche tu, come il Pier???? :)))

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    2. Sono un uomo semplice: ebbene si!
      :-p

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  5. Sì, lo ammetto. Anche io ho chiuso cassetti e stralci di vita qua e là, smettendo di pensarci. Sto giro però mi risulta difficile. Eppure quanto mi servirebbe una memoria selettiva oggi. Ma forse ha ragione Daffo. Spingere dentro cose alla rinfusa è inutile, inoltre porta ad ingombrare spazi che andrebbero meglio utilizzati. Ti ammiro per la tua capacità di uno sguardo globale, consapevole, unitario sulla tua vita. Bacio.

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    1. Io ho voglia di guardare finalmente avanti...
      Libera qualche spazio, che sei bella e saggia. Ti sai colmare.
      Baci :)

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  6. Non ci sono mai riuscita. Ci ho provato a chiudere. Anche a chiave. Ma ogni volta, ad un soffio di vento la chiave girava da sola. E tutto riprendeva a scorrere come un fiume agitato, dentro di me.

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    1. Ecco, vedi. Sono in buona compagnia allora...

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  7. mi ritrovo abbastanza nel pensiero di tuo papà. io non so quanti si ricordano di un mio vecchissimo post su splinder intitolato proprio "cassetti". e non era così dissimile a livello concettuale. ma sono d'accordo con te, è difficilissimo che si possano chiudere a chiave quei cassetti, ti viene la tentazione di aprirli. diciamo che bisogna avere la forza di richiudere velocemente quei cassetti una volta aperti

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    1. Un archivio, sarebbe una cosa sana.
      Ogni fatto, vicenda, gioia, dolore, messo da parte e ben conservato.
      Come dice la Daffo, si può anche accedere al passato ingombrante, guardandolo a giusta distanza...

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  8. Gioia io ti comprendo, ma per non morire soffocata da odori e ricordi, qualcosa bisogna fare... non non tenerlo nei cassetti, buttarlo proprio via....

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    1. Io sono come uno di quei vecchi mobili da ufficio, a mille scomparti.
      Tengo tutto :)))

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  9. Io i ricordi me li ritrovo fermi immobili dove li ho lasciati mi guardano silenziosi come tanti fantasmi, mi osservano quando passo tra di loro ed io li osservo senza cercare di capire o di cambiare, sono solo ricordi, frammenti della mia vita la maggioranza non mi da più emozioni tutti mi ricordano chi sono.

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