giovedì 27 marzo 2014

Tutti al mare


Martedì abbiamo portato i bambini di quarta e quinta in gita a Trieste.
E lì, si sa, prosperano le salite a picco, le curve a gomito, i vicoli sinuosi. Nonché le varietà umane.
Insomma eravamo sul bus, ben accomodati.
Tocca premettere che nella nostra città provincialotta, si usa pochino il mezzo pubblico. Perché il centro è ridotto, e tutto si raggiunge a piedi, o al massimo in bici. Se esci dalla città sposti l'auto, visto che il traffico è ancora abbastanza sostenibile.
Così i bimbi erano lievemente eccitati dalla novità.
"Alla prossima scendiamo", dico in modo discreto quando stiamo per raggiungere la meta.
E loro esultano, ma appena appena.
Al che l'autista rallenta, guarda incazzato nello specchietto, e fa una piazzata. Del tipo "io-sto-lavorando-finitela-di-fare-casino-che-non-siamo-al-circo". Con tanti punti esclamativi.
Momenti di panico e sconcerto, un attimo di silenzio. Quindi una specie di Amelie (frangetta a mezza fronte e polacchino nero all'inglese) si prende a cuore la cosa e in quattro e quattr'otto sistema il losco figuro.
"Ma vai avanti", grida con gesto sprezzante della mano, "sono bambini, non hanno fatto niente".
La gente ride mentre i due polemizzano. Una signora ci fa l'occhiolino e si tocca la tempia col dito: qui sono tutti matti.
Esperienze metropolitane. E i miei pedemontani puri, se la sono goduta un mondo.

15 commenti:

  1. pessima razza gli autisti di autobus

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    1. Dici sia una questione di categoria?

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  2. Bel racconto. Bella storia. Bella Trieste. Belli i tuoi bambini. Belle le maestre che ne accompagnano la fioritura.
    La mia maestra fu una suora che si divertiva a darci bacchettate sulle mani.
    A farci disegnare cornicette e dire preghiere.
    Con una maestra come te sarei di sicuro diventato un Cicchitto o un Alfano o un Albano o un Renzi. E magari andavo anch'io anche allo zecchino d'oro o alla ruota della fortuna. Ed invece giro come un criceto sulla ruota della sfortuna. A volte una maestra ti cambia la vita.
    Sei bella. Ciao.

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    1. Accidenti, Le cornicette le faccio fare pure io. Però allegre, con le paperette, o i gatti, o i fiocchi di neve.
      Cornicette belle. :)

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  3. Magari avrà avuto la sua giornataccia eh, però... arrabbiarsi con dei bimbi delle elementari che, ovviamente e giustamente sono belli visti e frizzanti in gita... mah. Ha fatto bene la signora Amelie :) Servirebbero più sorrisi, in generale, staremmo tutti meglio ;)

    Ciao! :)

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    1. Difatti, ai bimbi che mi chiedevano di capire, ho solo detto che si trattava di un signore triste.
      "L'avrà mollato la morosa", ha detto G. ))

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  4. Oddio Trieste.... quando la sento nominare... neppure la fine del tuo post son riuscita a leggere subito, che all'istante mi si è affacciata la voglia di andarci.

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    1. Orsù. Io ti aspetto. Prossimo ritrovo Trieste??? :))

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    2. Mi piacerebbe :)

      ma Trieste ho bisogno di "passeggiarla" da sola o al massimo in due/tre, un'immersione con gli occhi e l'anima :)

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  5. ...e gli hai raccontato della Hack?

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    1. La conoscono molto bene!! Un paio di anni fa, quando abbiamo fatto un piccolo progetto sulle stelle, era il nostro pane quotidiano...

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  6. e di san zeno vogliam parlarne?
    ma la fai la lista dei bimbetti o te li perdi in giro ? :P

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    1. San Zeno? Sai cose che io non so? O c'entra con Svevo e il suo Zeno?
      P.s. Erano in sette!!! :)))

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  7. Una mamma l'altro giorno all'uscita mi ha detto con aria seccata: ma fanno sempre tutta questa confusione? mi giro e li guardo, seduti in cerchio a chiacchierare tra loro, in attesa di uscire. Chi canticchiava, chi rideva di gusto, chi parlottava con il vicino. Per me la confusione è tutt'altro... punti di vista! :-)
    Trieste mi manca, non ci sono mai andata, ma mai dire mai. Baci collega.

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    1. Diciamo anche che (noi maestre) alziamo la nostra soglia personale del rumore... :))
      L'ho detto a Diamanta, prossimo meeting a Trieste!

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La vita è così, stupisce

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