domenica 7 febbraio 2016

Montanara


Ieri pensavo che davvero non potrei mai tornare in città: il traffico, la saturazione umana, l'orizzonte ingombro. No no, accada quel che accada nella mia vita, io starò ben lontana dai centri urbani.
Gli amici mi danno della montanara. Mi scrivono messaggi surreali del tipo "ma lassù sei uscita con le ciaspole stamattina?", oppure "buona giornata, sempre che arrivi il sole anche da te!". Per dire. 
La Roberta, parrucchiera cittadina di fiducia, viene a sapere da una collega che mi sono sistemata un po' la frangia da sola (con le forbici da cucina, ma questo l'ho volutamente omesso). La collega deve pure ammettere che ho fatto un bel lavoretto, ma vengo comunque bacchettata. "Sei mica un'eremita! Avanti, passa di qui che ti sistemo un attimo", mi dice la Roberta al telefono, con piglio autoritario e un filo piccato.
Ma l'apogeo è stato raggiunto una decina di giorni fa, quando m'è toccato pubblicamente dichiarare che avevo i geloni ai piedi. Premetto che non sapevo neppure esistessero, i famigerati geloni, o perlomeno li credevo estinti dai tempi della Campagna di Russia. Invece no.
Ora, scolpirmi i capelli con l'accetta o evitare le scarpe tacco dodici nei giorni più rigidi, mi paiono inezie se guardo il mio fuoco che scoppietta (l'ho acceso proprio io, con la legna accatastata fuori, che ho raccolto nel cesto appena finita la colazione) o mi reco al Cinema Teatro Sociale per vedere un film che è uscito un mese fa, e che qui arriva solo adesso (in sala siamo in otto, compresa la tabaccaia che entra e mi fa un cenno con la mano). 
Tutto questo fa di me una ME, entità definita e riconoscibile in una comunità che si misura con la festa del formaggio e la romantica vicenda di due fuggiaschi nascosti in una valle quasi inaccessibile (ai quali una donna del luogo porta in dono una gallina). 
Una ME che saluta la panettiera e il cartolaio, che sceglie il luogo in cui bere l'apertitivo in base a dove s'infila il vento. 
Già. Che per l'aperitivo i capelli tagliati con l'accetta io li sistemo a puntino. Sia mai che un refolo da nord me li scompigli.

25 commenti:

  1. Che belle devono essere le montagne dalle tue parti... un po' le conosco (conosco i paesini alla frontiera in quel di Trieste) e mi ricordo che (per esempio) Villa Opicina era una meraviglia.
    Una volta andammo a scarpinare anche a Venzone, con la neve in terra, ancora, poesia.

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    1. Venzone???!! Ma qui attaccatissimo!!! Tornerai?? :)))

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    2. Dai, in che bel posto vivi!!!

      Io ci venni ben 12 anni fa, con i miei amici, mi ricordo dormimmo in un rifugio... peccato che ho una memoria così pessima! Mi ricordo che era un posto incantevole.

      Non prevedo di ripassarci a breve (come ben sai sono dove sono!) ma, se mi ricapitera', non mancherò di fartelo sapere! :)

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  2. Un po' me la rido perché abbiamo fatto la stessa scelta. Qui dove vivo ci sono sì e no 500 residenti e d'inverno non c'è nemmeno il supermercato, figuriamoci il parrucchiere o il cinema. Ci conosciamo tutti e ci si saluta e ci si suona alla porta se le luci dell'auto sono rimaste accese o un tubo perde o si è finito il classico zucchero. Si vive bene qui, anche se gli amici ci prendono in giro come fanno con te :)
    Però.
    Però sono molto lieta e fiera di poter dire che a Trieste, nel centralissimo quartiere dove sono cresciuta, avevo lo stesso genere di rapporti umani grazie agli insegnamenti di mio padre. Forse Gioia non è il luogo a rendere degli abitanti una comunità, ma la volontà delle persone di costruirla :)

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    1. Ehi bimba... ;)
      Da un lato è vero quello che dici. Forse lo era di più negli anni della nostra infanzia.
      Ora, e lo dico con cognizione di causa, la gente evita, si chiude, forse ha paura...
      Mi sa che prima o poi ci passo per quel luogo amenissimo ;)

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    2. Passa *_*
      Trovi spesso dolci appena fatti con le mie manine :)

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  3. Esattamente a che altitudine sei?

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    1. Pedemontana...poca altezza. Ma i friulani considerano questi luoghi la porta delle nostre Alpi. Tempo fa avevo invitato un amico...è arrivato con il colbacco. Hai presente "Benvenuti al nord?". Così.

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    2. io il colbacco lo metterei, si che lo metterei perbacco! ben calcato sulle orecchie pure

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  4. La donzelletta vien dalla campagna,
    In sul calar del sole,
    Col suo fascio dell'erba; e reca in mano
    Un mazzolin di rose e di viole, (...)
    etc
    Tutta invidia, che dicano poi d'estate, nell'afa e polveri sottili a sommergerli

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  5. Massì gioia, massì.
    Noi donne di montagna siamo essenzialiste, siamo fatte così.

    Un abbraccio, perdona le mie assenze ma tutto sta cambiando.
    Astro

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    1. Macchè perdona e perdona...bimba.
      Respira :)

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  6. Come conosci Andrea Tavernier?
    E' stato uno sconosciuto che ha dipinto direttamente la luce senza curarsi dei particolari, bavo e sconosciuto, uno che mi piace.
    Finchè non fai i baffi (da sola o dall'estetista) sei a posto

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    1. Scovato in rete...per caso...poi cercato meglio...e meglio ancora. Meraviglia :)

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    2. Quando arriverà l'ora di farmi baffi lo dichiarerò pubblicamente. Poi mi ritirerò in una grotta ;))

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  7. Finché non ululi alla luna va tutto bene ;)

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    1. Ululo in realtà. Come posso rimediare?

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    2. Sgnack. Me sto a mozzica' la lingua...

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    3. Ok. Taccio.
      Che qualsiasi cosa si dice...
      ;D

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  8. Roma, e solo Roma, fa venire voglia di rinchiudersi in un eremo.
    Ma chissà quanto resisterei, poi...

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    1. Mi basta infilare quattro semafori rossi e già scalpito Pippuzza...

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  9. Ho passato molti anni della mia vita in città.
    Ora non ci tornerei più.
    La mia dolce casa è in un angolo di paradiso in collina, il mio traffico è di tassi, cinghiali, volpi, poiane, caprioli, istrici, etc. .
    Non ho molti rapporti con gli abitanti del centro abitato più sotto.
    Un po' perché nei giorni feriali son via per il lavoro, un po' perché i miei interessi non sono i loro e come nordico, io non riesco a diventare amico di persone con cui non condivido qualcosa.

    Il ritratto del tuo angolo è assai allettante.
    Come la pittura che hai messo a corredo.
    Ciao paesana! :)

    UnPaesano

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  10. Ho passato molti anni della mia vita in città.
    Ora non ci tornerei più.
    La mia dolce casa è in un angolo di paradiso in collina, il mio traffico è di tassi, cinghiali, volpi, poiane, caprioli, istrici, etc. .
    Non ho molti rapporti con gli abitanti del centro abitato più sotto.
    Un po' perché nei giorni feriali son via per il lavoro, un po' perché i miei interessi non sono i loro e come nordico, io non riesco a diventare amico di persone con cui non condivido qualcosa.

    Il ritratto del tuo angolo è assai allettante.
    Come la pittura che hai messo a corredo.
    Ciao paesana! :)

    UnPaesano

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    1. Che poi siamo dei paesani per vocazione...non per nascita. Non è mica detto che il "paesano doc" ci accolga senza sospetto ;)

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La vita è così, stupisce

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