giovedì 19 febbraio 2015

Surprise

E' stanco di lei. Del modo in cui allinea le scarpe nell'ingresso, degli spiccioli posati sul comodino, del residuo di caffè che sempre lascia, in fondo alla tazza. 
Questo pensa Giorgio, seduto in un bar minimalista e troppo nudo, troppo bianco. Grandi pannelli appesi occultano il volto dei pochi avventori ai tavoli: visibili solo membra, busti. E' curioso come si possa clamorosamente sbagliare ad immaginare. Lui prova. 
Polacchino maschile inglese. Pantalone di velluto. Cravatta gialla. Mani bianche, fragili. 
Sarà diafano, biondo, occhi cerulei.
Invece quello si alza, e sopra un collo scuro e nervoso si disegnano faccia larga, occhi febbrili.
E poi, in fondo alla sala, la curva di un polpaccio. Una caviglia sottile e l'arco del piede teso appena visibile nella scarpa essenziale, nera. Si muove piano quel piede, di una rotazione leggera, pensosa.
Le calze velate e fine mostrano l'invito della rotula morbida e poi scompaiano sotto una gonna grigio fumo.
Vorrebbe vederla, Giorgio. Vorrebbe capire quale volto, quale naso, raccontano le mani raccolte sul grembo con grazia o che accarezzano frementi l'aria mentre col busto si piega in avanti, e dice.
Allora si leva, aggira il pannello, raggiunge la cassa.
La donna si volta, gli sorride. E ora sono proprio quelle scarpe, le stesse che lei ogni sera allinea nell'ingresso, a mostrargli opache le sue esili verità.

19 commenti:

  1. E così Giorgio, troppo preso dalla perfezione della sfera, non aveva considerato il triangolo?:)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il triangolo no.
      Edddai, anonimo!!!! :)))

      Elimina
  2. mah sto Giorgio mi sembra un po' una 'legera' ... diceva proprio così nonna, una legera

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Perchè si dice al femminile?
      Beh, comunque non è un esempio di virtù ;)

      Elimina
    2. non saprei forse nel dialetto .. o per quella faccenda del femminile negativo ... l'uomo Toro, e la donna .. c'è tutta una letteratura su quest'uso del linguaggio.

      Elimina
  3. 'sto Giorgio deve metter da parte la fantasia e trombarsi la moglie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che poi, diciamocelo. Il nostro conosciuto è sconosciuto per qualcun altro. vale la pena pensarci...

      Elimina
  4. Giorgio che è troppo concentrato ad odiare delle piccole sfumature salvo poi trovarle desiderabili quando immagina siano associabili ad altri.
    Giorgio che dovrebbe lasciare sua moglie e avere il coraggio di prenderle, quelle valigie dalla cantina, e farle. E lasciarla al suo destino.
    Ma ha paura di pentirsene.
    Giorgio, che non ha mai avuto paura ma il coraggio l'ha sempre fregato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' tutto lì. vedere la bellezza in quello che già c'è.
      Mica robetta da poco.

      Elimina
  5. Polpaccio importante e caviglia sottile. Il segreto è tutto li.

    RispondiElimina
  6. Il vipero m'ha anticipato parte del pensiero, ma lo svolgo da bravo scolaretto: se non riconosci una curva di polpaccio, hai voglia a residui di caffè da raccogliere ancora in fondo a una tazza... ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quindi voi siete per il polpaccetto muscoloso. Scuole di pensiero... :))

      Elimina
    2. Ma anche polpaccione ;)

      Elimina
  7. Perchè non riesco a pensare al prima e al dopo ma solo al momento in cui si alza, gira dietro il paravento e ...
    Hai un modo immediato di raccontare l'anima delle cose e soprattutto di lasciare spazio a chi commenta. Lo hai sempre avuto.
    Enzorasi che non riesce in alcun modo a lasciarti commenti da wordpress

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Enzorasi, ti avrei riconoscito anche non loggato.
      Merci e merci.

      Elimina
  8. Quando diamo per socntato ciò che non è scontato...

    lieve e brava come sempre

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Avevo pure pensato ad un appuntamento al buio.
      Ma si era già letto. Però mi intrigava.
      Grazie stella...

      Elimina

La vita è così, stupisce

La vita è così, stupisce

Mi piace

  • Paolo Rumiz
  • Passenger
  • Walter Bonatti e Rossana Podestà
  • pita ghiros