sabato 26 agosto 2017

Sono una peccatrice

Il contagio mimetico comporta questo tipo di aggregazione apparentemente spontanea. La folla è unita e sicura che il sacrificio sia giusto e soprattutto utile alla ricomposizione della crisi. Questo perché, una volta contagiati, gli uomini sono letteralmente accecati e perciò incapaci di rendersi conto del male che stanno andando a fare, dell’estrema ingiustizia ed infondatezza della violenza contro il capro espiatorio.
(R. Girard) 
 

Gli infelici si annusano, si tastano, si riconoscono. Chini gli uni sugli altri si spulciano, sgarfano gli angoli acuti della privazione e i vuoti che essa genera. Poi si accostano e mettono assieme tutti i "senza" che portano addosso.
Senza carne, senza domande, senza solfiti, senza buon sesso, senza lieviti, senza risate grasse, senza chiappe, senza alcolici, senza capriole, senza zucchero.
Una volta accorpate, le persone "senza" non si sentono più sole e dipingono le loro dolenti mancanze di giallo, di azzurro, di virtù. Si raccontano che loro sono altro, rispetto al resto e gli par come  - finalmente - di elevarsi. I "senza" allora si fanno "più" e calamitano a sè lustri aggettivi quali onesto, integro, probo, degno di veicolare la verità.
Giunge così l'ora del riscatto: gli infelici diventano fieri portatori di bandiere o paladini di grossi nomi con cui si riempiono la bocca, perchè nessuno sa perorare una causa meglio di chi si è sentito incompreso.
Tutto quel poggiarsi a certezze, riferimenti, monolitici dettami (giudicando pesantemente chi non vi si affilia), suona come la necessità di costruire scatole ermeticamente chiuse, che impediscono di vedere, cogliere differenze, lasciarsi sedurre.
Come dire, alla fine non mangio un Cornetto Algida perchè temo sia troppo buono. O non mi acconcio i capelli perchè ho il terrore di essere guardata, tentata. Scelgo una via retta, perchè priva di possibilità e alternative.
Colpisce poi come i soggetti in questione perdano quindi in modo definitivo la dote salvavita per eccellenza: l'ironia.
Più passa il tempo e più coniugo l'intelligenza viva con la capacità di guardarsi intorno lievi, come di passaggio, prendendosi un poco per il culo.
E scelgo persone che nutrono dubbi, che sposano una sana incoscienza, che mangiano costicine abbrustolite o torte con la panna, che osano guardare fuori dalla scatola. Perchè non hanno paura, perchè non sono infelici, perchè peccano.

29 commenti:

  1. Ciao Joy, siamo tutti peccatori! :)

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    1. Mmmmmm. Non lo so. Qualcuno si autofustiga pur di non riconoscersi peccatore...

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    1. Guardata e quindi tentata. Meglio non rischiare...

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  3. Tutto quel poggiarsi a certezze, riferimenti, monolitici dettami (giudicando pesantemente chi non vi si affilia), suona come la necessità di costruire scatole ermeticamente chiuse, che impediscono di vedere, cogliere differenze, lasciarsi sedurre.

    descritti perfettamente, sono i mediocri ...

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    1. Non ci avevo pensato 😉

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    2. ma sei una peccateacher?? :P

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    3. Nooooooooooo...questo è troppo per le menti semplici...;P

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  4. Sono le persone più pericolose del mondo. Quelle che con la potenza delle loro gogne, sell'imposizione della loro moralità sono capaci di far morire.

    In passato mandavo al rogo. Oggi usano metodi più subdoli, ma non meno devastanti.
    Distruggono quello al quale bramano, in realtà.

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    1. Argh! Un tasto edit, ve prego...
      (Mandavano. Perché debba correggere mandavano in mandavo, mi è oscuro)

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    2. Quello al quale bramano.
      Fantastico.
      Avrei un paio di individui a cui urlarlo a chiare lettere...

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  5. In pace aggiungerei io, perché non proclamano sentenze, non si sentono "eletti&alieni", al massimo perdono la pazienza e, ogni tanto, gli scappa un vaffa...
    Mi schiero tra i liberi peccatori, portatori di errori e di dubbi, soprattutto su me stessa...

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    1. Che é la cosa fondamentale...quel famoso setaccio di cui parlavamo. Una passatina al giorno e via.

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  6. Peccare in fondo è una gran cosa. E alla fine penso che se bisogna peccare, meglio farlo bene e in grande. Che a sporcarsi le mani per poco quasi non ne vale la pena.

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    1. Il peccato appartiene alle religioni. In quella cattolica corrisponde a un "errore", cioè ti fai del male, lo fai agli altri. Per altri si intende il tuo prossimo.
      Ora, i problema per me è capire cosa tu intenda per peccato, e poi sporcarsi le mani.
      Ciao.

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    2. É quello che dico io. Una cucchiaiata di Nutella o il vasetto? Già che sei lí...😍

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    3. Scusa...questo era per la Dama 😊
      Dal telefono quando rispondo ai commenti tendo a fare danni 😞

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    4. Mi riferivo al "loro" concetto di peccato. Che sta per dolce cedevolezza, piacere nel godersi alcuni "vizi". Non miro ad essere una virtuosa triste...

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    5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    6. Sono sicuro che non esiste peccato. Le cose piacevoli vanno godute fino in fondo.

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  7. Felicità e insicurezza non vanno a braccetto.
    E per un briciolo di paccottiglia di pace, spesso, si sacrificano gioie incredibili..

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  8. Sei come una colla. Uno comincia a leggerti e rimane appiccicato ai tuoi post, e poi mi ricordi una ragazza bravissima che scriveva a Splinder in un blog chiamato "crautoviola".

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  9. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  10. https://guspensiero.blogspot.it/2017/02/sono-bella-e-mi-bacio.html

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  11. Grazie per l'accoglienza.
    Seguendo Pippa che io adoro mi sono trovato qui e incollato a te.
    Ciao.

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  12. .....ecco "che sposano una sana incoscienza" credo che questo spesso mi spinga a fare.... ora se è sano o no...questo non lo so :)

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