sabato 6 maggio 2017

Lucciole o lanterne


L'eterno dilemma.
Un'amica mi racconta del suo compagno, dei gesti e delle parole che cominciano a ripetersi uguali. Ogni attimo, scambio, spostamento, dialogo ancora da venire, potrebbe essere annunciato profeticamente fin dal risveglio. Magari questo è anche vita, come dice Fra, ma non basta.
Ce lo dicono ovunque e in tutte le salse: l'amore scade, è deperibile e soggetto al declino. Fremiti, bramosie, palpiti, sospiri, si infilano gradualmente nel dimenticatoio e finiscono per essere archiviati in qualche recondito scaffale della memoria.
Tempo diciotto mesi, e addio ai baci colmi di languore. Spazio sei stagioni, e le parole incandescenti si fanno secche comunicazioni di servizio.
"Ho preso io il pane". "Domani siamo a cena dalla zia Bice". "Accendi tu il riscaldamento quando arrivi". Se proprio proprio uno è creativo antepone un vezzeggativo. Tesoruccio, dolcezza, gioia mia.
E ci sta, ci sta tutto, perchè mica siamo satelliti. Ci sono sinergie, incombenze, trame, tocca pensare ad ogni cosa: la bolletta da pagare, la batteria dell'auto, gli straordinari, Enigaseluce che ti cerca mentre mangi le penne al pomodoro, le pulizie di primavera e il cambio degli armadi.
Certo che è vita. Tutto lo è. Ma anche un sasso nella scarpa e il cerume nelle orecchie fanno vita.
Boh, non so, io ci ho sempre provato a metter su un'esistenza in versi. Non sono capace senza, mi si avvilisce il passo.
Ma la cosa bella, quella che ogni volta mi ricarica di nuova enfasi lirica, è che più te la colori questa vita, più sfumature riesci a vedere. Come in tutte le cose, è l'allenamento a fare la differenza.
Una ricetta nuova, un reggiseno di pizzo bianco, una vignetta a matita da appiccicare allo specchio, uno sguardo d'intesa - "ma lo sai quanto mi piaci?" - , l'idea di piantare assieme una fila di pomodori in fondo al giardino. Anche dopo sedici stagioni, nella vita provo a cucire la Vita.
Però ecco, tornando all'amica, se i colori li devi mettere per due, se i ricami e le rime li devi tessere da solo, finisci per perdere la voglia. Lasci stare, smetti, volgi lo sguardo altrove.
Allora gliel'ho detto. Provaci ancora una volta: invitalo a cena sul prato, prepara delle uova ripiene, cospargi di zucchero qualche fragola rossa. Accendi la musica dei grilli, sciogli i capelli e vedi un po'.
Un'ultima volta, tu prova.

32 commenti:

  1. Prova. e se fate briciole, almeno sul prato, lascia correre.

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  2. Grazie per la citazione 😉

    Mai detto però che annoiarsi vada bene, sedersi vada bene ecc ecc....

    Anzi

    Dico che dovrà pensare (eventualmente) all'assenza della quotidianità

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    1. Si...allora ho capito.
      La condivisione delle cose quotidiane e semplici senza dimenticare la complicità. Sono d'accordo allora :)

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  3. Sì, probabilmente occorre provare un'ultima volta, soprattutto se dopo soli 18 mesi!!!

    Però, appunto, dipende dallo spirito con cui si scrive e si legge il "Ho preso il pane". Che a me, per esempio, se mi venisse scritto, tra le altre cose, "Ho lavato i piatti" sarebbe quasi come dirmi "Ti voglio bene". Perché un tale gesto di aiuto, seppur piccolo, mi alleggerisce, e mi lascia più tempo per altro. Certo, forse un "Ti voglio bene" non è intenso come i sentimenti del primo periodo, ma, dall'alto della mia età non più verde, vallo a buttare via...

    Ma forse io mi accontenterei del "Ho preso il pane" proprio perché non mi aspetto di poter aspirare ad altro... quindi, meglio se non mi ascoltate davvero. :)

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    1. No ragazza. Non dirmi che aspiri a questo...

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    2. No, non aspiro a questo, però la realtà è così distante dalle aspirazioni che cerco di non farmi il fegato amaro... e di pazientare un po'.

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    3. Mi sorprende quando ti leggo un duplice modo di stare al mondo...da una parte come rassegnato, da una che non può più sognare, dall'altra vitale, potente ed energico...

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    4. Sì, per certe cose sono "rassegnata" (almeno, al momento e probabilmente per ancora abbastanza tempo), per altre l'entusiasmo e la passione non mancano...

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  4. Un tipo che conosco, di cui preserverò l'anonimato, scriveva nel suo blog che le donne vivono di menzogne e che sostanzialmente sono sceme.

    Me lo sono segnato perché concorda con le mie osservazioni.

    Spiega tutto riguardo la letteratura sullo "amore", sul nascere, crescere, invecchiare e morire dello stesso.

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    1. Caspita Lorenzo, che sfortuna. Se hai preso nota che tutte le donne sono sceme e menzognere immagino che questa osservazione riguardi anche tutte le fidanzate/mogli/compagne con cui ti sei relazionato.
      Mi spiace davvero.

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    2. L'ho letta anche io quella cosa lì.
      Che tristezza.

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  5. Vado per le diciotto stagioni. Alti e bassi e anche sbandate forti. Ma la carreggiata è stabile. Certo la passione tende a sciogliersi e col tempo subentrano cose tipo stare tutta la notte in pronto soccorso su una sedia mentre tu sei in barella, fare finta di essere distratti mentre lei ti fa vedere un capo carino e farglielo trovare l'indomani sul divano. Telefonarsi ancora mille volte, scegliere un viaggio insieme ma l'hotel sarà a sorpresa, o portarla in aeroporto per un weekend dove saprà la destinazione solo al checkin facendole mettere in valigia sia una capo pesante che un costume da bagno.. e cinema mano nella mano, e staccare il telefono alla domenica mattina perché lei dorme e tu scrivi (di lei) su un blog che non è il tuo.. ;)

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    1. É molto bello.
      Non seguire scie profumate allora Franco...

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  6. c'è che a volte si preferisce la routine, che fornisce sicurezze, e che poi ottenebra dal proporre mutamenti, lo si fa per neghittosità affettiva, alcuni dicono: fallo ingelosire, ma poi è sempre una questione di coppia, come andare in tandem, si pedala a turno se occorre. Ma poi su queste cose non posso dir troppo la mia...

    Ps. qualcuno consiglierebbe. cara, ma fatti l'amante.

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    1. Chi è questo "qualcuno"?
      Che se la deve vedere con me... 😉
      P.s. Che stile. Solo tu potevi scrivere "neghittosità affettiva".

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  7. Io non ho retto l'appassirsi dell'innamoramento. Piu' volte, altrimenti non sarei felicemente solingo a scriverlo.
    Alcuni ricercatori (ad esempio, un italiano che lavora nel Regno Unito) hanno studiato la biochimica dell'innamoramento e la sua durata (in genere, come tu hai osservato precisamente, circa sei stagioni).

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    1. E ci hai almeno provato? A non farlo appassire?

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  8. Allora. Io non ci trovo nulla di pessimo nella quotidianità. È che bisogna sforzarsi di trovare un po' di poesia anche nel fare le scale o apparecchiare la tavola, pur dopo venti e passa anni di vita assieme.
    È lo sforzo comune la cosa fondamentale. Hai perfettamente ragione.
    Incrocio le dita per la tua amica...

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    1. Vita nella vita...esatto...
      Nutrire 😊

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  9. Una cosa è l'amore e una cosa son le relazioni.
    Spesso (e l'ho dtato anche io) le persone le confondono.

    Dall'amore può nascere una relazione, ma non è detto.

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    1. Nel senso che quell'amore resta fermo alla fase iniziale non progettuale?

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    2. Nel senso che l'amore viene, ma non la relazione va costruita. E costruire richiede pazienza, forza, coraggio, accomodamento, e... metti altri aggettivi a tua scelta.

      Per questo molti amori si frantumano alla lunga, perchè non riescono a diventare relazioni.

      Relazione non è riferito a progettualità in senso stretto, posso anche progettare alla giornata, ma in quella giornata devo costruire con l'altro.

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  10. Io credo che tante persone che stanno insieme, in realtà, ci si sono più "trovate", abituate, rassegnate pure alcuni, che altro...
    Magari sbaglio è, ma ne ho viste proprio tante di coppie che non hanno nulla di... "magico", nemmeno di "illusionista"... e sarà che a me piace vivere solo le cose magiche, boh, mi hanno intristito.
    Poi si, come dice Mariella, è normale che ci sia la quotidianità, la routine, soprattutto nel tempo, però bisogna cercare di non sedercisi o adeguarcisi, secondo me, sennò... è davvero "poco" ;)

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    1. Io voglio poter dire "il mio ragazzo è magico" (cito il mio Lorenzo 😊, se posso). Ma vorrei essere un po' magica pure io però...

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  11. Se il rapporto è già sulle ginocchia dopo 18 mesi è grave. Posso capire
    il rischio dopo 8 annì, e lì sta ad entrambi a saper rigenerare l'altro nonostante i problemi del quotidiano lo stress e tante altre cose possano logorare una coppia.Ma tutto questo è possibile se oltre all'amore c'è intesa, interessi in comune (per es i viaggi) e si sente cmq sempre quella fiamma nel cuore ardere nonostante tutto.

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  12. L'amore si fa in due. Una relazione pure. sempre e solo in due. Capirsi, mischiarsi, inventarsi, scoparsi. Da soli pensando o aspettando che sia l'altro/a a fare il primo passo non ha mai funzionato ma almeno il 70% delle coppie vive così.
    Devi capirlo prima cosa sta succendo, devi vedere l'inizio dello strappo prima che diventi frattura. Non è vero che sia il maschio a stancarsi prima, non è vero che sia la donna a avere maggiore disponibilità. Non è vero niente è solo questione di metafisica che scesa in terra spesso viene presa a calci in culo...da entrambi o da uno dei due.
    Esiste la possibilità di ri-innamorarsi e ricominciare ma bisogna saper ridere e tornare a fare l'amore organicamente. Se manca quello è inutile e quello si impara a volerlo, a riconoscerne l'assoluta necessità e a farlo bene con fantasia e trasgressione. I grilli sono un ottimo accompagnamento ma poi sorge di nuovo il sole. Per entrambi.

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  13. Gioia, come va? Passo di qui per un saluto...

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