domenica 16 agosto 2015

Vicino lontano


- Vedi, io soffro perchè amo troppo.
- E che cazzo significa?
- Significa che nell'amore mi perdo, mi annullo, che nell'amore dimentico chi sono, cosa voglio. Io sono l'Altro, voglio i desideri dell'Altro.
- Te lo chiede l'Altro, di desiderare ciò che desidera?
-  No, però a me non riesce diversamente.
- Stronzate.
- Perchè mi dici questo? E' una sensazione dolorosa.
- Ma che brava, ti daranno il Nobel. 
- Sei cattiva...
- Hai ragione, scusa. Solo che non capisco. E non tirarmi fuori tutta la caterva di coglionate sull'infanzia infelice e la figura del padre e la paura di perdere. Preso atto che tu sei questa, che questo è il tuo passato poco roseo, prova a prendere il comando della baracca. Mica dovrai stare sotto il tavolo tutta la vita, no? Avrai il POTERE, porca puttana, di decidere cosa vuoi essere?
- Ma non esisto senza l'Altro.
- Oddio, mi fai incazzare. Ti serve l'Altro per guidare? Per trovare una strada? Ti serve l'Altro per leggere o andare al cinema? Sai cucinare il risotto agli asparagi, vero? O te lo deve dire l'Altro come si fa?
- Ma cosa c'entra questo.
- C'entra eccome. Tu sei tu. La tua storia coi mille mattoni e ricordi è solo tua. Hai sorriso, pianto, hai amato, hai viaggiato, visto cose e facce. TU le hai viste, mi capisci? TU sei quella che attraversa ogni giorno il mondo, quel sorriso è il TUO, e gli altri vedono TE non l'Altro. Ti basta?
- Non lo so, adesso basta discutere. Cosa stai leggendo? Hai sottolineato tutte le pagine.
- Un libro bello. Senti questo. Il sapere non è mai un tutto-pieno, è sempre percorso da una faglia, da una mancanza che abita il cuore. Non lo possiamo possedere, come non possiamo possedere l'altro da cui proviene. La possibilità del sapere e della parola che lo nutre è data solo quando la bocca non è piena di cibo, quando c'è silenzio sufficiente perchè essa venga ascoltata. Ecco, ora prova a sostituire la parola "sapere" con la parola "amore".
- Che meraviglia.
- Già. Ma hai capito?
- Eh, sì. Ci deve essere uno spazio fra me e l'Altro. 
- Uno spazio, esatto. Ma può essere colmo di cose belle, che si sfiorano reciprocamente, che reciprocamente sussurrano, senza però confondersi. Ci sei tu, c'è il cuscinetto tuo, quello suo, e poi c'è l'Altro.
- Mi piace.
- Bene. Non volevi fare il risotto con gli asparagi stasera? Diamoci da fare, che è ora di cena.

16 commenti:

  1. Ma non dicevi he avevi smesso di andare dalla psicologa?

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  2. Se permettiamo agli altri di "riempirci", se mendichiamo amore,... spesso rischiamo che ci arrivi addosso di tutto per colmare quel vuoto.
    Quando ci presentiamo interi e integri, amandoci, appariamo forti e attiriamo a noi persone affini, quelle che l'amore lo danno senza ferirci.

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    1. E tu, ragazza integra, dove porti il tuo zaino in questi giorni? :)

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  3. Io mi trovo molto d'accordo col finale, riguardo questo spazio che esiste, perchè deve sicuramente esistere, ma che in fondo è "comune", o almeno, dove è bello che entrambi possano mettere qualcosa di loro ma... non solo per loro :)

    Non so se mi spiego, comunque ti saluto :D

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    1. Ti spieghi sempre. Non a caso facesti il liceo classico!
      Ciao Maurì :)

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  4. al corso pre-matrimoniale il prete ci disse: "la storia delle mezze mele è una cazzata. siete mele intere che cozzate l'un l'altra. e intere rimarrete."

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    1. Intere sì, magari affiancate, dai. Senza cozzare. :D

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  5. Ti adoro, scrivi benissimo. Ti ho appena scoperta http://quadernidalcaos.blogspot.it/

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  6. Ti adoro, scrivi benissimo. Ti ho appena scoperta http://quadernidalcaos.blogspot.it/

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  7. Ora nonso se è un dialogo tra te e te o tra te e una tua/o amica/o, in ogni caso è un dialogo bellissimo che porta a spalancarsi alla vita

    Ti bacio bimba bella

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  8. Tutto bello, vero, essenziale...

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La vita è così, stupisce

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