domenica 28 dicembre 2014

Attrezzarsi


E' Natale, vorrei per me parole biscotto.
Le migliori son croccanti, gialle
lucide di burro, dorate come stelle
si annusano e sanno di pioggia in faccia
quando la prendi ad occhi chiusi e basta
si fiatano di bocca, e portano l'odore
di quel vino asciutto, nero, sulla terrazza al mare.
In verità me ne basta una soltanto:
la terrò nel taschino per i giorni di vento.

Siamo arrivati in alto che nevicava. E tirava pure un'aria fredda, rabbiosa.
Ma io ero contenta, volevo solo andare. Andare vuol dire respirare, guardare, scoprire che i piedi non scordano niente.
Ero certa però di aver dimenticato qualcosa, qualcosa di fondamentale, e continuavo a frugare nello zaino per capire cosa mai avessi lasciato a casa. Cosa, di tanto importante?
Poi mi sono fermata, ho capito. Ho sorriso.
Può un camminatore di spazi innevati pensare di raggiungere la vetta senza un tè caldo da bere, una volta arrivato? Può avanzare senza scarponi adatti? O procedere privo di cuffia, guanti, maglia di ricambio?
Io avevo ognuna di queste cose, e non ne avevo neppure una.
Sono arrivata su, con passo svelto, mentre tutto quel bianco mi si posava dentro. Ho guardato intorno, ogni cosa, senza saperne i nomi ma pronta ad ospitarne le forme.
E' bellissimo, vero Gioia?”
Così, mi son detta.

14 commenti:

  1. tu teacher sei una donna che sta (re)imparando la felicità .. si avverte :)

    RispondiElimina
  2. Gioia, però mi hai fatto venir freddo :-) )

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma va...che c'è la neve pure da te!

      Elimina
  3. Un delicato ma ficcante guardare il tuo. E si vede già da come fotografi: a sfogliarle le immagini, a farle parlare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Finirò a fare l'eremita...me lo sento 😉

      Elimina
  4. Leggo te e mi viene in mente Nives. Hai gli occhi avidi di scoperte, Gioia , e un sorriso che muove dai piedi e spinge sempre più in alto...io ti vedo così, bella.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E non era parte di me questo salire e salire, davvero. Non potevo capire la smania di chi cercava una cima, per spaziare...

      Elimina
  5. Che bel post :) In particolare credo di poter dire di ritrovarmi moltissimo in questo passo: "Andare vuol dire respirare, guardare, scoprire che i piedi non scordano niente." Andare, e farlo veramente... è davvero tutto, racchiude l'essenza della vita e di noi stessi, ci fa scoprire e scoprirci :) E, appunto, respirare davvero. E poi beh, le lunghe camminate, magari anche faticose... non si scordano mai, io ero assolutamente abituale in questo senso... e ancora oggi, a distanza anche di dieci anni o giù di lì, chi se le dimentica?! E il bello è che le ricordo SEMPRE col sorriso :)

    Un abbraccio Gioia! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma lei, la porti per sentieri????
      Ciao MaurÌ, un abbraccio a te :)

      Elimina
  6. le cose che contano stanno in uno zaino, e ovunque negli occhi di chi le sa vedere...

    RispondiElimina
  7. scoprire che i piedi non scordano niente.

    C'affezioniamo ai volti, ai passi, ai luoghi.
    C'affezioniamo a tutto, quando stiamo bene.

    Buon principio, Gioia.

    RispondiElimina
  8. Vado di fretta e non ho letto,
    voglio solo farti gli auguri per il 2015
    te ne faccio tanti e di tutti i tipi
    te usa solo quelli che ti servono
    così ne avanza qualcuno che puoi girare ad altri.
    Ti vorrò bene anche il prossimo anno angioletto mio.

    RispondiElimina
  9. Ominia mecum porto ma non basta.

    RispondiElimina

La vita è così, stupisce

La vita è così, stupisce

Mi piace

  • Paolo Rumiz
  • Passenger
  • Walter Bonatti e Rossana Podestà
  • pita ghiros