mercoledì 22 febbraio 2017

Io e lei

E' difficile spiegare un dolore alieno. Non puoi dire "piango perchè mi fa male un dente", o "piango perchè ho ricevuto una triste notizia". Lì vai sul concreto, la gente empatizza, comprende.
Dai dolori alieni invece si prende distanza.
Quelli, si acquattano. Li tieni buoni con le carezze date e ricevute, l'odore dell'erba, tempi lunghi e sgombri in cui far due schizzi su quello che verrà.
Ma basta un niente, una roba banale. E zac, saltano su pieni di zanne e artigli e ferocia.
Ieri m'ha preso il magone, perchè non credevo fosse ancora così la bestia. Un attimo ci è voluto, una stronzata senza importanza, e l'avevo già al collo.
Non mi ha ferita il suo morso, mi ha spezzata scoprire che è così forte. Che quasi sicuramente, resterà con me.
Mi é sembrata una tale condanna. Perché la bestia non la vuole nessuno, la bestia posso tenerla addosso soltanto io.
E l'idea di averla dentro, d'esser io, io e basta assieme a lei, m'ha fatto un male che non ricordavo da tempo. Un male di lacrime infinite, che non so neanche dove trovassero tanto posto, prima di scender giù.


15 commenti:

  1. Quasi sicuramente, dici. Quel quasi può significare molto.
    L'importante, comunque, sono le carezze. Facciamo in modo che formino, di nuovo, una barriera.

    Una virtuale è poca cosa. Ma ti giunga lo stesso.

    RispondiElimina
  2. credo di capire. quando succede, fai qualcosa che contrasti questo dolore subitaneamente

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mai ferma. Questo l'ho imparato.

      Elimina
    2. "Mai ferma" te lo avrei scritto io, in risposta.
      A me capita anche di dirmi: tanto passa, abbi pazienza, prova a guardare altrove, stai passando in una galleria, finirà, come le altre volte, anche se ora sembra senza uscita.
      Un abbraccione

      Elimina
  3. Sono gli Spleen!
    Non cercare di cacciare lo spleen/Bestia!
    Accudiscilo, coccolalo!
    Dagli una fetta di pizza,
    Tanto non se ne va. ;-)

    RispondiElimina
  4. É che non impariamo mai a conviverci... ogni tanto quasi ci dimentichiamo che c'è. Allora lei torna a morderci, quasi godendo delle nostre lacrime. Resta forte bimba bella😘

    RispondiElimina
  5. bisognerà darci un nome a questa bestia ... pare sia utile

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'ho manipolata ben bene...dandole nome e cognome. Quand'era il momento. Ora la sensazione è che sia restata una scheggia di dolore, ben piantata in fondo.

      Elimina
  6. Facci amicizia. Sembra banale ma anche no. Abita da te, viene a chiederti il sale ogni tanto, ma anche lo zucchero. Impasta dolci ogni tanto, ma conosce cose che vorresti dimenticare. Che saltano su al collo lo so bene. Ma spesso è come un micino che tira fuori le unghiette per restare aggrappato al tuo respiro, e suo malgrado graffia. Ma non è quello l'intento. Come in mille cose che sbagliamo. Non è mai quello l'intento.

    RispondiElimina
  7. Intanto non la chiamare Bestia, ché se poi s'impermalosisce son cazzi :)
    Cagate a parte, che posso dirti? Lo hanno già detto tutti, e molto bene: dagli un nome, trovagli un posticino e abbracciala un po'. Anche un cucciolo, quando ha paura, prova a mordere. In realtà hai solo da dare ascolto a delle parti incancrenite dal non ascolto. Così si generano gli attacchi di panico.
    E te lo dice una che ha ricominciato la psicoterapia per affrontare le sue magagne :*
    Ce la faremo, ma bisogna che lo accettiamo quel dolore e quel buio. Mica possiamo solo essere splendide splendenti :)

    RispondiElimina

La vita è così, stupisce

La vita è così, stupisce

Mi piace

  • Paolo Rumiz
  • Passenger
  • Walter Bonatti e Rossana Podestà
  • pita ghiros